“Se dici di no, non sei più mia figlia”: la sera in cui ho capito che l’amore senza confini mi stava distruggendo
«Sei egoista, Elena. Dopo tutto quello che abbiamo fatto per te, adesso ci lasci soli?» La voce di mia madre rimbombava nella cucina stretta del nostro appartamento a Tor Bella Monaca, mentre il sugo sobbolliva sul fornello e mio padre fissava il tavolo senza alzare gli occhi. Io avevo ancora la borsa del lavoro sulla spalla, il cappotto addosso e il cuore in gola. In mano stringevo una mail stampata: mi avevano presa a Bologna, un contratto vero, il primo che non fosse una sostituzione o una collaborazione pagata in ritardo. Avrei dovuto essere felice. Invece mi sentivo come una traditrice.