Ho incontrato la mia vecchia amica al supermercato: tutto ruotava solo intorno a lei

«Ma davvero sei tu, Elena?» La voce squillante di Laura mi coglie di sorpresa mentre sto scegliendo le mele al supermercato sotto casa. Mi volto di scatto, il cuore che batte più forte del dovuto. Non la vedo da mesi, forse da più di mezzo anno, eppure la sua presenza mi travolge come un’onda improvvisa.

«Laura! Che sorpresa…» riesco a dire, ma la mia voce suona più esitante di quanto vorrei. Lei si avvicina con un sorriso smagliante, i capelli perfetti, il trucco impeccabile, come se fosse appena uscita da una rivista. Io, invece, mi sento goffa, con la giacca stropicciata e le occhiaie che nemmeno il correttore riesce più a nascondere.

«Non ci vediamo da una vita! Sai, sono stata così presa dal lavoro, dalla casa nuova, e poi con Marco… non ho avuto un attimo per respirare!» Laura parla veloce, come se dovesse recuperare tutto il tempo perso in pochi minuti. Io annuisco, ma dentro sento una fitta. Ricordo le nostre lunghe chiacchierate al bar, i pomeriggi passati a confidarsi sogni e paure. Quando è successo che tutto si è fermato?

«E tu, Elena? Che mi racconti?» chiede, ma non aspetta davvero una risposta. «Io invece sono appena tornata da Firenze, sai, Marco mi ha portato in questo ristorante incredibile. E poi, pensa, sto per cambiare lavoro! Mi hanno offerto una posizione da responsabile marketing, finalmente! Non ne potevo più di quei colleghi incompetenti.»

Sorrido, ma dentro sento un vuoto. Vorrei dirle che anche io ho cambiato lavoro, che sto cercando di rimettere insieme i pezzi dopo la separazione da Andrea, che mia madre non sta bene e che ogni giorno è una lotta. Ma Laura non si accorge del mio silenzio, continua a parlare di sé, delle sue vacanze, dei suoi successi, delle sue nuove amicizie. Sembra che la mia presenza sia solo un pretesto per il suo monologo.

«Sai, dovresti venire a trovarmi nella casa nuova! È enorme, finalmente ho una cabina armadio come quelle dei film americani. E poi, Marco mi ha regalato un cucciolo di labrador…»

«Laura, io…» provo a inserirmi, ma lei mi interrompe subito.

«Aspetta, ti faccio vedere le foto!» Prende il telefono e inizia a scorrere immagini: la casa, il cane, Marco che sorride, lei in posa davanti a una vetrina di Gucci. Mi mostra tutto, ma non mi guarda mai davvero negli occhi. Sento crescere dentro di me una rabbia sottile, una tristezza che mi stringe lo stomaco. Dov’è finita la ragazza che mi ascoltava per ore, che mi abbracciava quando piangevo?

«E tu, invece? Dai, raccontami qualcosa!» insiste, ma il suo sguardo vaga già altrove, verso la fila alla cassa, verso il prossimo impegno. Mi sento piccola, invisibile, come se la mia vita non avesse abbastanza colore per meritare attenzione.

«Sto… sto andando avanti,» dico piano. «Ho cambiato lavoro anche io, e…»

«Ah, che bello! Ma sai, cambiare fa sempre bene. Io non sopportavo più l’ambiente vecchio, troppo provinciale. Ora invece mi sento finalmente realizzata.»

Le sue parole mi scivolano addosso come pioggia fredda. Vorrei urlare che non sto bene, che mi sento sola, che ho bisogno di un’amica, ma so che non servirebbe. Laura non ascolta più, forse non lo ha mai fatto davvero. Forse sono sempre stata solo una spettatrice nella sua vita, una spalla per i suoi drammi, una presenza comoda da usare nei momenti di bisogno.

«Dai, dobbiamo vederci presto! Ti scrivo su WhatsApp, ok?» dice, già voltandosi verso la cassa. «Un bacio, Elena!»

Resto lì, tra le mele e le arance, con il carrello mezzo vuoto e il cuore ancora più leggero. Mi chiedo quando abbiamo smesso di essere amiche, quando la distanza è diventata un muro insormontabile. Forse è colpa mia, forse avrei dovuto insistere di più, cercarla, raccontarle i miei problemi. O forse, semplicemente, le persone cambiano e non sempre si cresce nella stessa direzione.

Torno a casa con la spesa e un peso sul petto. Mentre sistemo le buste in cucina, mi viene in mente una frase che mia madre ripeteva spesso: «Le vere amiche si vedono nel momento del bisogno.» E io, oggi, ho capito che Laura non c’è più per me, e forse non c’è mai stata davvero.

Mi siedo sul divano, guardo il telefono e vedo che non ho nessun messaggio. Nessuna chiamata. Solo il silenzio. E mi chiedo: quante volte restiamo solo comparse nelle storie degli altri, senza nemmeno accorgercene? E voi, vi siete mai sentiti così soli anche in mezzo alla folla?